07 Maggio 2026 alle 13:06 3 minuti di lettura Sui computer di alcuni utenti Chrome è comparso un file pesante diversi gigabyte collegato a Gemini Nano, il modello di IA locale usato dal browser per funzioni come scrittura assistita, riassunti e rilevamento delle truffe. Il caso, sollevato dal ricercatore Alexander Hanff , apre un problema di trasparenza: non tanto perché il modello “spii” gli utenti ma perché spazio, banda e consenso restano questioni tutt’altro che secondarie. Il caso partito da That Privacy Guy La vicenda nasce dall’ analisi pubblicata da Alexander Hanff, ricercatore e autor...
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Chrome e il file da 4 GB dell’IA: cosa scarica Google sui computer degli utenti