20 Agosto 2026 alle 12:08 4 minuti di lettura Registrare ciò che accade in pubblico, compreso ciò che ritrae operatori e stazioni di polizia, è un’attività tutelata dalla libertà di espressione a prescindere dal fatto che chi esegue le riprese sia o meno un giornalista, ma questo diritto non è assoluto e la polizia ha il dovere di verificare il motivo dell’attività. Questi sono, in sintesi, i principi di diritto espressi nella sentenza emanata il 17 agosto 2026 dalla US Court of Appeals for the Second Circuit, una Corte importante perché la sua giurisdizione include anche la capitale mondiale ...
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Videoriprendere in pubblico (anche la polizia) non è un crimine ma non è un diritto assoluto
Fonte: Repubblica Tecnologia